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lunedì 22 febbraio 2010

Verona, una gara emozionante dal finale acidulo ...


E' scontato dire che:

1) entrare all'arena di Verona nell'ultimo km è un emozione che porterò per sempre nel cuore


2) Fare un PB di 25'' su una distanza già ottimizzata mi fa un immenso piacere e solo due giorni disperavo che potesse avvenire. Averlo fatto in un tracciato, buono ma non scorrevole come quello di Piacenza 12 mesi fa me lo fa apprezzare ancora di più: 12 mesi orsono arrivai al 5° percentile degli arrivati, ieri poco oltre il 3°.

3) Aver corso in scioltezza come mai mi era capitato prima nelle mie gare è qualcosa che apprezzo particolarmente così come il fatto che a 36 ore dalla gara non ho i soliti dolori al quadricipiti. E di questo punto il merito è solo di Luciano e della meticolosa preparazione alla forza, che sto ancora costruendo.

4) Conoscere finalmente di persona tanti amici con cui si sono condivise e commentate gioie ed amarazze podistiche è bellissimo perchè rende più reale questa nostra dimensione digitale. E' stato bellissimo vedere la giusta gioia di Alvin all'arrivo dopo un testa a testa con il mitico Bress. Conoscere finalmente Yogi, Fatdaddy, Michele, Alberto, Bibe e ri-vedere Daniele e tanti altri che nella fretta ora dimentico!

Ma bisogna anche riconoscere che non è bello:

1) Arrivare al 9° km (segnalato) in scioltezza con il cronometro che segna 34'15'' pensando di avere una media di pochissimo superiore ai 3'48'', pensare di fare il PB sui 10km ala prossima indicazione e poi trovare (senza decelerazioni anche da rilevazioni garmin e da nessun superamento di concorrenti) il segnale del 10° km a 38'42'' (3'52'' di media) è qualcosa che faccio fatica a spiegarmi e che macchia la pur impeccabile (per altri versi) organizzazione dell'evento. La cosa ha disturbato l'impostazione della mia gara


2) Arrivare al 20° km in 1h 17min 5o sec ... sperare in uno sprint di 1097 metri in 4'10'' ... e trovarsi di fronte 50 metri di salita secca di sampietrini e poi il "lentissimo" ingresso all'arena è stato acqua sul fuoco del miracolo che credevo ancora possibile ...

3) Fermarsi dopo il traguardo e sentire una fitta alla caviglia sinistra è stata però la cosa peggiore. E forse questo il regalo più acidulo della mezza di Verona che potrebbe (lo temo fortemente) compromettere tutta la prima parte della stagione. Avevo già avuto dopo un allenamento sulla neve 15 giorni fa un leggero fastidio nella parte esterna della caviglia sinistra. Mi ero "insaccato" leggermente il piede nella neve e avevo avuto qualche segnale subito rientrato. Ieri ho corso senza alcun male nè fastidio. Ma poi dopo lo stop avevo dolore a scendere gli scalini (solo in discesa). La cosa è leggermente migliorata ma l'autodiagnosi è di infiammazione al tendine peroneo astragalico (la caviglia è leggermente gonfia ma in maniera quasi impercettibile). Sento ancora fastidio a scendere le scale ma non a salire e a camminare. Per ora riposo e ghiaccio.
Sicuramente è un regalo del finale di gara (sampietrini, lastroni e fondo dissestato) unito ad una disabitudine ai fondi sconnessi (sì Luciano hai ragione devo "sterrarmi un po'" ...) e al precedente problema avuto 15 gg fa.
Certo a questo punto fino a quando non sarò ok non riprenderò a correre perchè non voglio forzare i tempi anche se il cuore un po' piange di perdere (temo) Milano (11 Aprile) e forse Padova (25 Aprile) ... ma correre mi piace così tanto che non voglio "correre" alcun rischio ... lasciamo che il tempo sia guaritore ... speriamo almeno