Inauguro oggi una serie di post su alcuni aspetti, alcuni più astratti altri più concreti, sulla maratona. Questi post derivano innanzitutto dal fatto che mancano praticamente 5 settimane alla mia prima maratona e sto mettendo a punto una serie di dettagli nel tentativo di risultare "impreparato" (il severissimo maestro Giancarlo ha già pronto il 5 in condotta ;-) ) sul minor numero di cose possibili, ben conscio che l'imprevisto è tautologicamente imprevedibile.Il senso di questi post non è tanto di consigliare la "mia soluzione" quanto di discuterne e mettere magari in discussione quanto scritto.
Come primo argomento, giusto per non prendersi troppo sul serio ... ho scelto il mantra che incomincerò a ripetere quando al 33° km , con i piedi coperti di vesciche, i quadricipiti duri come il marmo di Carrara e in zona anaerobica a 6'00'' al 33°km vedrò Il Muro con affrescato il fumetto di Giancarlo con scritto "te l'avevo detto che la preparazione Albanesi ti cuoceva prima ancora di partire per la gara".
Ebbene ... in quel momento dovrò ripetere da lì al traguardo:
"Hot Shower, cold beer, straight ahead.
Hot Shower, cold beer, straight ahead.
Hot Shower, cold beer, straight ahead."
Mantra usato da Sarah Reinertsen, prima donna amputata a finire un Ironman.
