Il titolo del post potrebbe sembrare provocatorio per una maratona "dichiarata" tra le 3h02 e le 3h06 e poi finita con parecchia sofferenza in 3h13. In realtà ci sta tutto.
Incominciamo dalle cose positive: la Firenze Marathon è una gara stupenda.
Ben organizzata, con una cornice di pubblico entusiasta e caloroso, un tracciato spettacolare e abbastanza scorrevole. Una gara, che nonostante il finale ... mi sono goduto prima e dopo.
Ma veniamo al racconto della gara con tutte le "lezioni" che ho imparato ... perchè in maratona si impara sempre ... anche alla decima.
Dopo 5 giorni di terapia antibiotica, causa dolorosa carie con probabile infezione, mi presento la domenica in partenza con buone sensazioni. Opto per indossare in gara il cardiofrequenzimetro e decido di lasciare andare le gambe tenendomi per i primi 15km leggermente sotto l'85% di FC massima. Le gambe girano bene e senza fatica mi attesto sui 4'17''- 4'18'' in maniera molto regolare tenendo a vista i palloncini delle 3 ore che procedono più lentamente del previsto. Le sensazioni sono buone così come la idratazione (anche aiutata per la prima volta dai sali) che tengo abbondante a causa dell'umidità e una sensazione di sete più forte del previsto.
Passo la mezza in 1 30 31 sempre con sensazioni buone e con la consapevolezza che pur, probabilmente cedendo qualcosa nel finale, sarei rimasto sotto le 3h 05min.
Fino al 25° km tengo a vista (un centinaio di metri) i palloncini delle 3h senza comunque aver velleità di riprenderli. Tengo a bada i battiti che pur avendo una deriva leggera si mantengono sotto l'88%. La soglia, che per esperienza passata non devo superare è il 91-92% oltre la quale si è manifestata più volte la crisi energetica. Conscio di questo tra il 25° e il 30° km rallento leggermente assestandomi sui 4'20'' e 4'22''. Le uniche sensazioni di pesantezza sono muscolari soprattutto sui tratti di lastricato e di sanpietrini che si trovano con più abbondanza del previsto. La mia corsa poco si addice alle irregolarità del terreno, sia per allenamento (corro sempre su asfalto liscio) sia per scarsa elasticità della stessa. E' un mio punto debole e sarà una delle cause (probabili) del finale. Passo comunque al 30°km in 2h 08min 54 in media 4'18''. Da qui incomincio ad accusare pesantezza muscolare intensa e inizio di crampi sia ai flessori che ai polpacci. Decido di gestire e mi metto ad un ritmo un poco più lento (4'35'') ma il tutto peggiora insieme alle irregolarità del terreno entrando progressivamente nel centro storico. Corro male perchè contratto, il cuore e la fatica non sono più un problema ... ma la consolazione è scarsa. Giungo comunque in 2:31:55 al 35°km ma qui decido di fermarmi qualche secondo per bere e fare qualche allungamento. Provo a mettermi a 4'45'' ... ma il problema non è la velocità ma l'affaticamento muscolare. Al 37° km parte il primo crampo effettivo al flessore destro: qualche secondo e passa, al 39° è la volta del polpaccio destro, anche qui qualche secondo e via. Arrivo al 40°km in 2h 57min 57sec pensando di avviarmi in maniera più convinta al traguardo ma mi avvio ai 2197 metri più lenti della mia storia: ci vorranno più di 15 minuti per completarli e saranno di pura sofferenza compresi circa una sessantina di secondi di crampo del flessore destro a 700 metri dal traguardo. Sarà l'ultimo perchè sulle "uova" riuscirò corricchiando ad arrivare a Santa Croce.
Pochi minuti per riprendermi e le sensazioni saranno buone come i normali dolori muscolari post gara.
Ancora una volta la maratona mi ha lasciato in regalo parte della sua saggezza ... ma non credo sarà l'ultima volta. Non so se riesco ad interpretare correttamente il suo messaggio ma il segreto della mia crisi sta sicuramente in queste 3 cause, il cui mix lascio a voi giudicare perchè di non facile definizione:
1) il ritmo di 4'17''-4'18'' non era nelle mie gambe ieri. Avrei dovuto correre 5 secondi di media più alto almeno.
2) la mia corsa e il mio allenamento poco si adatta ai terreni sconnessi e non è la prima volta che soffro più della media queste situazioni
3) la cura antibiotica credo mi abbia indotto una leggera disidratazione (sospetto calo di 1kg nella corsa settimana in scarico e in alimentazione abbondante) che ho pagato nel finale.
Insomma la maratona la si prepara e la si ama anche e soprattutto per questo: più di ogni altra gara non esiste risultato scontato e come a volte regala "quasi tre ore di emozioni" altre volte regala 15 minuti di inferno ... ma sono bastati pochi minuti per potermi godere la città che amo di più e i suoi splendidi cibi!
lunedì 26 novembre 2012
Firenze: il bello della maratona ...
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Micio1970
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14:35
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Etichette: maratona firenze
domenica 18 novembre 2012
Ora solo Firenze ...
Siamo arrivati ai titoli finali.
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Micio1970
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13:11
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Etichette: preparazione
domenica 11 novembre 2012
Ora solo "scarico" e poi Firenze ...
Il progetto di fatto è chiuso. Con l'ultimo lungo di oggi (26 km a ritmo alternato) si è chiusa la preparazione. Nelle prossime 2 settimane l'obiettivo è scaricare al massimo (ancora solo 6 allenamenti) per recuperare quella brillantezza muscolare che ora non ho dopo 17 settimane di preparazione, 84 allenamenti, 1325 km fatti (quasi 78km di media a settimana).
Nonostante abbia fatto (nello stesso periodo) 9km in più rispetto a due anni fa, oggettivamente la condizione non è quella che mi portò a rompere il muro delle 3 ore e a fare la gara più emozionante della mia vita.
Oggi, probabilmente, valgo un tempo che è posizionato in una forchetta tra le 3h02min e le 3h06min a seconda delle condizioni mie e di quelle atmosferiche il 25 Novembre.
Ho fatto tutto quello che razionalmente potevo fare mantenendo la corsa nella sfera del divertimento e di piccolo rifugio per ricaricare le pile nella divertente complessità della vita di tutti i giorni.
Probabilmente lo scarico mi restituirà un po' di vigore e se il clima sarà dalla mia le energie saranno al massimo tra 14 giorni a Firenze.
I 26 km di oggi, fatti in una umida e piovosa mattinata con un amico, non mi hanno restituito indicazioni particolarmente significative ma mi ha ricordato che la corsa non solitaria aiuta quando la soglia della fatica si alza e a Firenze non sarò solo!
Sotto il dettaglio della preparazione finora fatta
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Micio1970
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02:59
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Etichette: allenamenti maratona
domenica 4 novembre 2012
Verso Firenze dopo un lungo "sofferto"
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Micio1970
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13:05
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Etichette: allenamenti maratona, lunghissimo