Forse in questo senso la maratona, o meglio la prima maratona, è come il primo giorno di scuola, il primo bacio, la prima volta che si fa l'amore, la morte: esperienze uniche che ti possono riservare le sorprese più belle o le delusioni più cocenti ... magari entrambe nel giro di pochi attimi!
Non posso dire di aver vissuto in maniera "olistica" questo evento ... ogni parte del mio corpo l'ha vissuta a modo suo, a tratti reclamando il suo spazio.
Così a pochi giorni di distanza non ho un ricordo unitario ma sensazioni che ciascuna parte del corpo ha voluto conservare.
Lascerò spazio a loro per tracciare il ricordo di questo evento.
Foto by milionidisoliIL CUORE (MUSCOLO): Batte più forte del previsto anche durante la settimana di scarico. Fatico anche al mattino a scendere alle 48-50 pulsazioni abituali. La mattina della gara sono 58 ... e in riscaldamento sono 10/12 pulsazioni sopra la norma. Fino alla mezza resto tra 88% e 91% della mia Fcmax, Durante il problema digestivo, tra il 25km e il 35km sale fino al 95% e poi durante la crisi dal 37 km ridiscende fino al 91%. Nel dopogara il recupero è buono: la sera sono già sotto le 60 pulsazioni.
Senza il cardiofrequenzimetro ... il cuore non si sarebbe fatto sentire!
LE ORECCHIE: Mi isolano fino allo sparo, che sopraggiunge improvviso e violento, forse il più forte percepito in vita mia ... adrenalina pura! Qualche grida degli isolati spettatori ... poi il primo suono che ricordo è la voce di Andrea Bassanesi (compagno di squadra di
Andrea, nonchè mio "socio" in itinere tra il 10° e il 35° km) che mi grida "resisti"è la prima maratona" mentre staccandomi si involava verso il suo personale (3h 07min e spiccioli). Il successivo suono che le mi orecchie ricordano è il "Bravo Papi" gridato all'unisono da mia moglie e mio figlio maggiore sul traguardo!
LA VISTA: L'orologio che si illumina indicando le 6:00 e cioè ora della sveglia per la colazione pre-gara ... le maglie colorate alla partenza ... il verde, il rosso e il marrone delle campagne alessandrine. Poi una successione di istantanee ... quasi un video lento fatto a fotogrammi: la maglia gialla con la scritta
La Michetta di Andrea in un susseguirsi di avanti e indietro a me ... fino a vederla sfumare all'orizzonte al 37° km insieme alle mie forze. L'ultima immagine della maratona che conservano i miei occhi è quella del gonfiabile dell'arrivo visto in distanza al 41°km, miele per la mia crisi ...
LE GAMBE: timorose e letargiche i giorni della vigilia e durante il riscaldamento, due molle caricate di adrenalina in partenza! Qualche naturale fastidio ai tibiali all'inizio e poi girano a meraviglia fino al 35° km. Non ricordo di aver corso in maniera così sciolta e fluida. Poi dal 35° km si allinenano senza lamentarsi alla crisi. Nel dopogara e per qualche giorno si lamentano solo i quadricipiti ... in tre anni di corsa non avevano mai alzato la voce ... ma non avevo neppure ami corso una maratona!
LO STOMACO: quel vigliacco ... mi verrebbe da dire. Lo si cura a dovere alla vigilia. Ci si alza alle 6.00 per consentire di digerire in 4 ore circa 500 kcal di carboidrati e poi al 2° gel al 23 km ti pianta in asso! Il gel andava su e giù per le pareti dello stomaco come una pallina da tennis in un match tra due pallettari sulla terra rossa. Rigurgiti, acidi tentativi di digestione ... e poi 2 minuti dopo l'arrivo un digerone lo silenzia definitivamente!
IL CUORE (L'ANIMA): Sogna da settimane questo giorno. Si invaghisce dei tempi di allenamento. Si pavoneggia del risultato del lungo alla Tergat e in gara comincia a sognare. 4'22'' e poi ancora 4' 22'' e poi 4'20'' senza faticare ...al passaggio alla mezza sobbilla tutti urlando "stare sotto le 3h 05 min è possibile e senza tanta fatica". Il subdolo fa spingere a tutta il 30° km a 4' 19'' lamentandosi per l'eccessiva prudenza ... poi però pentito durante la crisi fa il suo dovere tenendo alto il morale della truppa ... seppur a ritmi lenti.
LA MENTE: Ha letto, studiato e ristudiato per mesi questo momento ... da giorni riflette sul ritmo da tenere. Nella "riunione" tecnica pre-gara raccomanda a tutti (cuore, gambe ecc.) che ogni km fino al 30° deve essere fatto a 4'25'' non un millesimo in meno. Organizza il riscaldamento ... e al primo km fatto in 4'05'' si mette ad urlare inascoltata dagli altri menbri euforici della truppa. Ha il grande merito di tirare avanti la baracca dal 35° km al traguardo non lanciando segnali di ammutinamento ma anzi calcolando un ritmo crisi (o "piano Paulson" per usare un gergo più attuale) che consenta di stare sotto le 3h 10 minuti. Inascoltata ma la migliore!
Che altro aggiungere al racconto "dissociato" di questa prima?
Qualche dato tecnico per raccontarla in numeri e consentire ai blogger più tecnici di infierire giustamente evidenziando i palesi errori commessi!

Ultimo dato di cronaca ... con 3h09min03 sono arrivato 42° assoluto, 9° di categoria (MM35) e essendo rimasto sotto le 3h15 oltre il pacco gara un bottiglione di 3 litri di Barbera DOC, più o meno la dose di alcol che bevo in un anno!